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10 Aprile 2026Porto Venere celebra la primavera con un percorso tra oliveti, erbe spontanee e cucina ligure d’autore

Domenica 22 marzo 2026 Porto Venere ospiterà “Benvenuta Primavera!”, un’iniziativa che mette in dialogo paesaggio, agricoltura e tavola attraverso due momenti distinti ma profondamente connessi: una passeggiata naturalistica agli Orti del Timone e, a seguire, una cena tematica all’Antica Osteria del Carugio. L’evento nasce in collaborazione con Slow Food La Spezia Golfo dei Poeti e Osterie d’Italia e si inserisce in un contesto territoriale che, non a caso, è tra i più riconoscibili d’Italia per valore paesaggistico e culturale: Porto Venere fa infatti parte del sito UNESCO “Portovenere, Cinque Terre e le Isole Palmaria, Tino e Tinetto”, descritto come un paesaggio culturale costruito nel tempo dal rapporto tra comunità umane, terrazzamenti, mare e coltivazioni.
Il Programma
Il programma prenderà avvio alle ore 14 con una passeggiata guidata da un’erborista tra gli oliveti di Porto Venere, dedicata al riconoscimento di fiori ed erbe spontanee e alla raccolta stagionale. Non si tratta di una semplice attività all’aria aperta, ma di un’esperienza coerente con la storia agricola del luogo. Gli Orti del Timone, infatti, sono raccontati dal ristorante come un terreno di circa 8.000 metri quadri, completamente terrazzato secondo la tradizione ligure, con muretti a secco, circa 420 olivi e una produzione stagionale che cresce anche sotto gli alberi. Nello stesso spazio vengono raccolte erbe aromatiche ed erbette spontanee che entrano stabilmente nella cucina della casa.
Questo legame fra raccolta e cucina è il cuore narrativo dell’iniziativa. La famiglia Cheli racconta da tempo gli Orti del Timone come un progetto identitario, nato per riportare la stagionalità vera dentro i piatti dei due locali. Sul sito del Timone il progetto viene presentato come una nota d’orgoglio, un orto di circa 8.000 metri quadri dal quale arrivano i prodotti usati stagionalmente nei ristoranti. Sul sito dell’Antica Osteria del Carugio il recupero dell’antico uliveto viene fatto risalire al 2018, con l’obiettivo di produrre olio extravergine di oliva da cultivar locali in un contesto fortemente legato al paesaggio di Porto Venere.
Alle 18.45 l’esperienza continuerà all’Antica Osteria del Carugio con una cena pensata come naturale approdo del percorso pomeridiano. Il menu annunciato valorizza alcuni dei piatti più evocativi della tradizione ligure di primavera, a partire dal prebugiun di marzo, dai gattafin con le erbette raccolte sotto gli olivi e dai pansoti dell’osteria con salsa di noci al mortaio. Accanto a questi, pane e olio di Portovenere, calamari con crema di zucca e timo e un dessert con l’olio extravergine della casa. In abbinamento sono previsti i vini di Santa Caterina di Kihlgren, mentre la partecipazione resta aperta sia all’intera esperienza sia a una sola delle due attività, secondo la formula indicata dagli organizzatori.

L’interesse dell’iniziativa sta proprio nella sua capacità di trasformare in racconto concreto alcuni elementi che spesso restano astratti nel linguaggio della promozione territoriale. Qui la biodiversità non è un concetto decorativo, ma qualcosa che passa dall’osservazione diretta delle erbe spontanee alla loro presenza nel piatto. Anche la filosofia produttiva degli Orti del Timone rafforza questa coerenza: il ristorante spiega che l’irrigazione avviene raccogliendo acqua piovana e che la coltivazione segue il corso naturale delle stagioni, senza ricorrere a supporti artificiali. È un dettaglio importante, perché restituisce all’evento una credibilità pienamente radicata nelle pratiche quotidiane del luogo.
Un altro elemento di rilievo è il ruolo dell’olio, che non rappresenta soltanto una produzione interna ma una vera firma del progetto gastronomico. Sia al Timone sia l’Antica Osteria del Carugio l’olio viene ottenuto da olive raccolte precocemente e frante a freddo, con l’obiettivo di preservarne profumazione, longevità e qualità organolettiche. L’uliveto sopra Piazza Bastreri, esposto al sole dall’alba al tramonto, è descritto come uno dei segni più concreti del legame tra ristorazione e paesaggio agricolo locale.
La collaborazione con Slow Food La Spezia Golfo dei Poeti aggiunge inoltre una cornice culturale coerente con il senso dell’appuntamento. Le fonti di Slow Food documentano l’attività della condotta sul territorio e il suo coinvolgimento in iniziative che ruotano attorno a cibo, comunità, agricoltura e consapevolezza. Parallelamente, la guida Osterie d’Italia 2026 viene presentata da Slow Food Editore come una ricognizione nazionale dedicata alla cucina territoriale autentica, alla selezione rigorosa degli ingredienti e a un’idea di accoglienza in sintonia con i valori dell’associazione. In questo contesto, “Benvenuta Primavera!” si presenta non come una semplice cena a tema, ma come un gesto di valorizzazione culturale del territorio ligure attraverso i suoi saperi più vivi.
In una stagione in cui molti eventi si limitano a richiamare genericamente il ritorno del bel tempo, l’appuntamento del 22 marzo sceglie una strada più precisa: raccontare la primavera nel momento in cui si tocca, si raccoglie e si assaggia. Porto Venere diventa così non soltanto lo scenario dell’esperienza, ma la sua materia viva, grazie a un paesaggio fatto di terrazze, olivi, erbe, sentieri e cucina di tradizione. Ed è proprio questa continuità tra territorio e piatto a rendere l’iniziativa particolarmente interessante anche dal punto di vista giornalistico.
Per informazioni e prenotazioni sono disponibili i recapiti indicati dagli organizzatori: Gabriella 338 7576981, Antonella 347 2601008, 0187 790617.



